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    November 29

    UN BUON NON COMPLEANNO

    CIAOOO
    QUEST'ANNO HO PASSATO UN BELLISSIMO
    NON COMPLEANNO GRAZIE AI MIEI AMICI
    "ROBY,PINA,FULVIO,ALE,PIPPO,PAOLO,
    GEGGIA,E TANTI ALTRI...
    TUTTO è COMINCIATO GIOVEDI,PIPPO
    CI HA PORTATO A VEDERE ALL'AUDITORIUM DI CAGLIARI
    LO SPETTACOLO MANDASNEONELIO "FANTASTICO",
    SABATO SON SCESI UN Pò DI AMICI KE AVEVO INVITATO
    UN SABATO ALCOOLICO CON VINO,GIN,RUM E PERA,
    BIRRE ecc....DOMENICA,SON STATA RAPITA VERSO LE 11.30, DA PINA,ROBY E FULVIO,MI HANNO BENDATO PER TUTTO IL VIAGGIO KE è DURATO CIRCA MEZZ'ORA CREDO,UNA VOLTA ARRIVATI MI SON TROVATA IN UN'ALTRA EPOCA,L'EPOCA NURAGICA DI VILLANOVAFORRU.
    ABBIAMO VISITATO IL SITO E POI ANKE IL MUSEO,ABBIAMO CONCLUSO LA GIORNATA
    CON UNA "NON TORTA"...
    FINALMENTE ARRIVA IL GIORNO DEL "MIO COMPLEANNO" LUNEDI 27.
    HO FATTO UNA CENA CON I MIEI AMICI,(IN UNA CASETTA IN "LARDINI") E CI SIAMO ABBUFFATI TANTISSIMO,HO RICEVUTO SVARIATI REGALI E SON STATA BENISSIMO!
    AL PROX ANNO,SPERANDO KE QUESTO SIA UN'ANNO BELLISSIMO!!!
     
    November 17

    VENERDI 17

    VIXI è l’anagramma del numero romano XVII – diciassette – e letteralmente significa “vissuto” (non più vivente, dunque): alcune teorie vedono in questo anagramma il significato della superstizione che riguarda il numero in questione. Le dicerie, senza confini definiti, individuano nel Venerdì un giorno – dì e notte - in cui è preferibile rinchiudersi in casa. Tra i più famosi, ricordiamo Né di Venere né di Marte, non si sposa né si parte, né si dà principio all’arte. La notte del Venerdì è inoltre conosciuta come notte delle streghe in molte fiabe e tradizioni popolari.

    Sommando l’anagramma latino alle dicerie, si ottiene una tra le più famose superstizioni, che conta più adepti, almeno secondo la logica del “non è vero ma ci credo”, di quanti non si possano immaginare.
    Le superstizioni sono figlie della volontà tutta umana di dare un significato ad episodi che non sono altresì spiegabili. Le malattie, nell’antichità, erano spesso considerate frutto di attività demoniache da cui proteggersi con l’istituzione di riti che hanno dato vita a moderne superstizioni. Un’antica cantilena egizia veniva cantata ai bambini per esorcizzare i mali, citando piante e ortaggi tra cui il trifoglio, oggi simbolo di fortuna per chi lo trova. Esempi ve ne sono molti, per ricordare i meno conosciuti vi consigliamo di non spazzare il pavimento dopo il tramonto; di non gettare gusci di uova interi, ma ricordarsi di spezzarli per impedire che il diavolo vi trovi rifugio; di non baciare vostro figlio sul collo a meno che non vogliate tenerlo sveglio a lungo; evitare di incontrare cavalli bianchi la mattina di capodanno.

    In ogni caso, occhio agli scherzi del calendario:
    Chissà se esiste una superstizione ad hoc per tre Venerdì 17 nello stesso anno?
     
     
    **************

    1. Secondo l'alchimista arabo
    Dschabir ibn Hayyan, il mondo materiale è costruito sul numero 17, dato che questo è uguale alla somma di 1, 3, 5 e 8, considerati i quattro numeri fondamentali per la composizione di qualsiasi altro numero.

    2. Gli abitanti dell'antico regno di Urartu (IX sec. a.C. - VI sec. a.C.), stanziato nei pressi del monte Ararat, per ingraziarsi il loro dio dovevano compiere 17 sacrifici. Probabilmente la cattiva nomea del numero 17 ha origine da questa atavica usanza.

    3. Secondo la Bibbia, il diluvio universale ebbe inizio il 17° giorno del secondo mese e terminò il 17° giorno del settimo mese, quando Noè raggiuse l'Ararat.

    4. Plutarco scrisse: «I pitagorici avevano orrore del numero 17, perché questo numero è a metà strada tra 16 e 18 e questi sono gli unici due numeri che rappresentano le superfici di un quadrilatero, il cui perimetro equivale all'area, essendo 16 = 4 + 4 + 4 + 4 = 4 x 4 e 18 = 3 + 3 + 6 + 6 = 3 x 6.

    5. Nell'antica Roma, il 17 era considerato un numero nefasto, perché XVII (la rappresentazione in cifre romane di tale numero) è un anagramma di "vixi", che in latino significa "vissi", ossia: "sono defunto, non vivo più".

    6. La superstizione intorno al numero 17 si è rafforzata, in tempi relativamente più recenti, dopo la sventurata vicenda del re Luigi XVII che, in piena Rivoluzione francese, non ebbe mai modo di regnare e morì in carcere. Successivamente, con la restaurazione della monarchia, salì al trono lo zio, il quale, però, assunse il nome di Luigi XVIII.

    7. Se si attribuisce a ogni lettera dell'alfabeto inglese il valore del proprio numero d'ordine, ovvero:
    A = 1, B = 2, C = 3, … Z = 26 si ha: "diciassette" --> 4 + 9 + 3 + 9 + 1 + 19 + 19 + 5 + 20 + 20 + 5 = 114, lo stesso valore che si ottiene da "sfortuna" --> 19 + 6 + 15 + 18 + 20 + 21 + 14 + 1 = 114.

    8. Il "venerdì 17" viene considerato il giorno sfortunato per antonomasia, perché le influenze nefaste del 17 si uniscono a quelle del venerdì, giorno in cui avvenne la passione di Gesù Cristo. Ma, come non c'è rosa senza spina, così non c'è anno senza venerdì 17. La tabella in basso indica i mesi che contengono un venerdì 17, in funzione del giorno della settimana con cui inizia l'anno.

    Primo giorno dell'anno Mesi con un venerdì 17 se l'anno non è bisestile Mesi con un venerdì 17 se l'anno è bisestile
    lunedì agosto maggio
    martedì maggio ottobre
    mercoledì gennaio, ottobre gennaio, aprile, luglio
    giovedì aprile, luglio settembre, dicembre
    venerdì settembre, dicembre giugno
    sabato giugno marzo, novembre
    domenica febbraio, marzo, novembre febbraio, agosto

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    Secondo gli esperti di manie e psicosi umane sono in molti a coltivare un animo superstizioso, retaggio di uno spirito arcaico. Superstizione è infatti un termine che ci riporta al passato: la parola nasce dal latino composto di "super" (sopra) e "stare" (stare). Stare sopra quindi da cui "superstes" è inteso come ciò che ancora sopravvive del passato e non è ancora regolato dalla cultura e dalle religioni ufficiali e dominanti.
    I numeri della malasorte - Ma perché proprio il venerdì 17? Molte delle credenze legate alla sfortuna sembra siano connesse, alla loro origine, con qualche evento reale storico e magari di origine religiosa.
    Il diciassette viene tradizionalmente considerato un numero sfortunato perché un anagramma del suo numero romano, "XVII", è "VIXI", che significa "ho vissuto", cioè "sono morto". Secondo la Bibbia proprio di diciassette sarebbe iniziato il diluvio universale e, ancora, si dice che porti sfortuna soprattutto il venerdì 17 perché, secondo il Vangelo, di venerdì sarebbe morto Gesù.
    Situazioni da evitare - Esistono poi credenze che hanno a che fare con circostanze da sfuggire: molti credono che essere in 13 a tavola porti sfortuna, così come partire di venerdì: "di Venere e di Marte non si sposa né si parte", dice il detto popolare.
    Il tredici a tavola porterebbe male perché nell'ultima cena il tredicesimo era Cristo che finì crocifisso. Un venerdì 17 di parecchi secoli fa (1307) è diventato un giorno di sfortuna perché è stato dato da Filippo il Bello, e contemporaneamente in tutta la Francia, l'ordine di uccidere tutti i Templari, ordine di origine sacro-cavalleresco.
    Gli scongiuri - Sono numerosi i riti per allontanare la "iella": gettarsi il sale dietro le spalle quando è caduto l'olio è una pratica molto diffusa. La "sperlingueia" genovese aggiunge acqua e olio per togliere il malocchio ai bambini versando il contenuto sulla testa.
    Nel Sud si utilizza la stessa pratica per togliere la iettatura: se l'acqua e l'olio si sciolgono in tante goccioline contro ogni aspettativa razionale, significa che il rituale ha funzionato, se acqua ed olio restano con macchie troppo grandi distinte l'una dall'altra allora il malocchio non è stato tolto.
    Pratica simile si esegue nel caso in cui si rompa uno specchio per evitare i famosi sette anni di guai.
    L'origine dei riti - L'uso del sale e dell'olio riguarda la preziosità di questi elementi offerti in dono in un rito pagano e religioso d'altri tempi. L'uso di versare un po' di sale alle spalle pare sia collegato al "non girarsi indietro" e alla trasgressione biblica della moglie di Lot che si voltò indietro a guardare la distruzione di Sodoma e diventò di sale.
    L'olio che cade indica trascuratezza rispetto ad un elemento tanto prezioso e importante negli antichi riti religiosi e magici, oltre che come alimento e unguento. Lo specchio riflette la nostra immagine e simbolicamente la nostra identità. Se si rompe è come si rompesse la capacità di vederci, fatto collegato con la paura della morte, dello svanimento. Il numero sette è poi un numero speciale: basta ricordare quante volte esso viene citato nella Bibbia per confermarlo come tale.
     
     
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    A ME NON HA MAI PORTATO SFORTUNA....
    ANZI....  IHIHIHIH
    November 14

    sa die de sa sardigna

    28 aprile
     
     
     
    Indipendentzia Repubrica de Sardigna
     
    La festa del popolo sardo, Sa die de sa Sardigna: rievoca un momento esaltante dei "Vespri Sardi" l'insurrezione popolare del 28 aprile 1794 che portò all'espulsione da Cagliari e dall'isola dei Piemontesi e del Vicerè Balbiano.
    La sollevazione nacque dall'inadempienza del Governo torinese nel soddisfare le domande indirizzate dai rappresentanti dell'autonomo Regno sardo al Re, per ottenere il godimento di diritti di cui i sardi per secoli avevano goduto in virtù di solenni patti.
    Nello stesso tempo significavano, dopo tanti anni di dominio, una nuova presa di coscienza dell'identità e dell'orgoglio del popolo sardo, e della volontà di autonomia e autodeterminazione.
    Una festa, questa di Sa die de sa Sardigna, che vuole essere luogo d'incontro e occasione di gioia, nella quale devono deporsi conflitti e pene quotidiane, per esprimere propositi solidali e pacifici ispirati alla memoria storica e alla fede dei propri valori e risorse.
    Per questo motivo, PROPRIO PER AVERE UNA VERA IDENTITA' SARDA NOI ABBIAMO BISOGNO DI RENDERCI INDIPENDENTI DALLO STATO MAGGIORE....
    Per questo è nato il partito di IRS,nato perché vogliamo davvero unire gli indipendentisti; vogliamo dar loro un luogo in cui poter essere ciò che sentono di essere, senza ambiguità, senza tentennamenti, senza “vergogna”.
    Cosa vuol dire allora essere indipendentista? Vuol dire lottare e credere nella Repubblica di Sardegna, nella possibilità di costruire la nostra repubblica indipendente. Dunque lo scopo principale del nostro movimento e di chi vi partecipa è portare la Nazione Sarda ed il suo Popolo alla conquista dell’Indipendenza Nazionale e conseguentemente alla sua costituzione in Repubblica indipendente nel più ampio consesso dei popoli che compongono l’umanità. In tal senso la lotta indipendentista punta ad utilizzare il mezzo dell’autoproclamazione nazionale del popolo sardo, da ottenere tramite la mobilitazione e la partecipazione collettiva, in vista del vero e proprio referendum istituzionale per l’autodeterminazione nazionale.

    Poesia " a diosa"

    A DIOSA
          1Non potho reposare amore, coro,
          pessande a tie so donzi momentu;
          no istes in tristura, prenda d'oro
          né in dispiaghere o pessamentu.
          T'assicuro ch'a tie solu bramo,
          ca t'amo vorte, t'amo, t'amo, t'amo. 6Si sa lughe d'isteddos e de
    sole,
          si su bene chi v'est in s'universu
          are pothiu piccare in d'una mole,
          comente palumbaru m'ippo immersu
          in fundu de su mare a regalare
          a tie vida, sole, terra e mare
          2Amore meu, prenda d'istimare
          s'affettu meu a tie solu est dau.
          S'are giuttu sas alas a bolare
          milli vortas a s'ora ippo volau
          pro venner nessi pro ti saludare,
          s'atera cosa nono a t'abbisare.7Unu ritrattu s'essere pintore,
          un'istatua 'e marmu ti vachia
          s'essere istadu eccellente iscultore,
          ma cun dolore naro: "Non d'ischia".
          Ma non balen a nudda marmu e tela
          in cunfrontu 'e s'amore d'oro vela.
          3Si m'esseret possibile d'anghelu
          d'ispiritu invisibile piccavo
          sas formas e furavo dae chelu
          su sole, so isteddos e formavo
          unu mundu bellissimu pro tene
          pro poder dispensare cada bene. 8Ti cherio abbrazzare egh'e
    basare
          pro ti versare s'anima in su coro;
          ma da lontanu ti deppo adorare.
          Pessande chi m'istimas mi ristoro,
          chi sa vida nostra tela e tramas
          han sa matessi sorte prite m'amas.
          4Amore meu, rosa profumada,
          amore meu, gravellu olezzante,
          amore, coro, immagine adorada
          amore, coro, so ispasimante,
          amore, ses su sole relughente,
          ch'ispuntat su manzanu in oriente 9Sa bellesa 'e tramontos, de
    manzanu
          s'alba, s'aurora, su sole lughente,
          sos profumos, sos cantos de veranu,
          sos zeffiros, sa brezza relughente
          de su mare, s'azzurru de su chelu,
          sas menzus cosas dò a tie, anghelu.
          5Ses su sole ch'illuminat a mie,
          chi m'esaltat su coro e i sa mente;
          lizzu vroridu, candidu che nie,
          semper in coro meu ses presente.
          Amore meu, amore meu, amore,
          vive senz'amargura, né dolore
             Badore Sini, 1921, Sarule
    November 13

    I MIEI 21 ANNI

    21 anni!!(26-11-02)

    l’amica ormai vaccinata/mi sembra preoccupata/della sua situazione/diglielo tu non hai ragione/

    ciao amica cosa hai fatto/il labbro hai bucato/

    l’orecchio perforato/dilattato/cosi l’hai chiamato/

    la volta che sei arrivata/con un punta/ficcata/nell’orecchio/che sembrava una focaccia/bucata/allargata/da uno spuntone vecchio/

    ma mi piacciono i tuoi orecchini/son carini/li hanno anche i cugini/che noi troviam carini/hai cambiato acconciatura/che è stata una tortura/ma un’avventura/son sicura/che rifaresti/si si son proprio questi/i capelli che hai trasformato in rasta/che mi fan pensare alla blasta/ora ti puoi sbrigare/non ci lasci aspettare/per pettinare/i capelli che hai voluto cambiare/in rasta,pensando alla blasta/nella festa organizzata/da qualcuna un po’ fumata/mi sembra una doppata/incomincia a camminare/ma dove vuole andare?/qualcuno ci deve aiutare!/so io come fermare/la mia amica che è partita/di corsa/come un treno in corsa/provo/

    la riseguo vado con lei nel luego/dove la portata/

    la bastonata/come la fulminata/che prese alla testa/nella festa/dove è stata innestata/la sua bomba/piu profonda/sembrava una bionda di baywatch/ti fa un balletto come lo scoch/

    che aveva tra i capelli/per sembrare piu belli/

    ma la canzone/non è delle piu buone/

    ma è per farti capire che non puoi finire/a soffrire/solo perché vorresti cambiare/

    pensare hai tempi in cui eri piccolina e guardare quella vetrina/coi giochi/

    che pochi/sognan come fai tu/ma in dietro non si torna piu/lo devi capire anche tu!!

     

     

     

                       The end!!!

    QUALUNQUE COSA PER DIMENTICARE

    QUALUNQUE COSA PER DIMENTICARE

    QUALUNQUE COSA PUR DI NON PENSARE/AD UNA GIORNATA OMBROSA/NOIOSA/ODIOSA/IDEA!/SO Già CHE FARE IL MIO DISRIBBUTORE DI FIDUCIA VADO A CERCARE/IN PIAZZETTA/LA MACCHINETTA/PARCHEGGIATA/SAI TI AGGITA LA TUA GIORNATA E SFLESCIATA/DIMENTICARE/QUALCOSA PER NON PENSARE/ALLA SITUAZIONE/CHE TI COLPISCE/COME UN PUGNO NEL POLMONE/MA TU SAI Già CHE QUEL EFFETTO/è UN DIFETTO/QUELLO DI PORTARTI NEL LETTO DI UN OSPEDALE SE INIZI AD ESAGERARE/IN FUMO LA TUA VITA Può MANDARE E FINIRE TUTTO SUL PIU BELLO/

    IL TANTO DI PENSARE E LA SFLESCIATA STA PER PASSARE MA TU NON VUOI MOLLARE VUOI SOLO DIMENTICARE/CERCHI QUALCOSA PER DIMENTICARE/INCONTRI UN’AMICO TI PORGE UN INVITO MA TU SEI Già SPARITO/CERCHI QUALCOSA CHE TI DISTRUGGA IL CERVELLO7C’è IL VINELLO/IL LIMONCELLO/QUALSIASI LIQUORE CHE ALLEVI IL DOLORE/ORMAI LASCIATO COME IL DOLORE DI UN RAGAZZO ABBANDONATO/CHE NON DIMENTICA IL PASSATO/MA PENSA AL SUO DOLORE/NON SI ACCORGE CHE SI SPEGNE COME IL CALORE DI UN CAMINETTO CHE HA IL DIFETTO DI ASSOMIGLIARE AD UN CUBETTO DI GHIACCIO/NEL MENTRE TU PENSI AD UN CALOROSO ABBRACCIO/MA NON TI ACCORGI/COME TI ACCASCI A TERRA è PER MAGIA è QUI LA FINE DELLA TUA GUERRA/DIMENTICARE/DIMENTICARE/NON Può FARLO CHI TI HA FERITO/ORMAI PENTITO/ORA è TROPPO TARDI/MA SAPPIAMO CHE TU CI GUARDI DALL’ULTIMO PIANO DELLA VITA/

     

     

     

                                         THE END

    S/PARLARE

    S/PARLARE(19-11-02)

    SIAMO SEMPRE IN GIROA CAMMINARE/

    NON SAPPIAMO CHE CAZZO FARE/

    DOBBIAM PASSARE DA VITO/
    A SALUTARE/ALE/IL NOSTRO AMICO/

    OH!OH! S/PARLARE S/PARLARE

    OH!OH! S/PARLARE S/PARLARE

    ANCHE DA VITO LA COSA NON Può CAMBIARE/
    L’UNICA COSA CHE PABY SA FARE è:OH!OH!S/PARLARE

    OH!OH! S/PARLARE DI DISCORSI SENTITI VAGAMENTE/

    DALLA GENTE/MA A NOI PASSA INDIFFERENTE/

    ANCHE PARLANDO CON LA GENTE/INUTILMENTE/

    Perché FA DEI TUOI DISCORSI QUELO CHE VUOL

    SENTIRE LA SUA MENTE/

    MA ANCORA PIU DI PRIMA/NON M’INTERESSA LA LORO STIMA/

    COSI CONTINUAMO/PARLIAMO/IN GIRO A PABY ANDIAMO/
    SPERIAMO/DI CERCARE/DI RIUSCIRE/DI TROVARE/

    QUALCUNO CHE CI SAPPIA ASCOLTARE/

    QUELLO CHE NOI ABBIAM DA DIRE perché LA GENTE HA SEMPRE DA RIDIRE/
    NOI SAPPIAMO COSA PENSIAMO/
    NON TI PREOCCUPARE ORA TE LO DICIAMO/
    SIETE GENTE/CHE NON PENSA CON LA LORO MENTE/
    MA DI UNA COSA SON CERTA/
    NELLA VOSTRA TESTA C’è SOLO MERDA/
    MA QUESTO NON M’INTERESSA/

    DI QUESTO FACCIO AMMENO/
    perché HO QUALCUNO/CHE NON è POI NESSUNO/
    POSSO PARLARE/FUMARE/CONFIDARE/CON LEI LO POSSO

    FARE/PERCHE LEI NON LASCIA TRASPIRARE/QUALCOSA/CHE MI Può RENDERE NERVOSA/
    MA ADESSO BASTA/è SEMPRE LA STESSA PASTA/BASTA/

    OH!OH! S/PARLARE OH!OH! S/PALRARE

     

     

                                     THE END